La successione in Casa Benetton

La successione in Casa Benetton

09.08.2018

All'interno delle grandi famiglie si deve pensare in che modo tutelare e preservare l'azienda, i dipendenti e il capitale, qualora uno della famiglia voglia uscire dalla società. 

In che modo le grandi famiglie ragionano di successione?
Innanzitutto si pensa a come preservare azienda, dipendenti e capitale. La continuità aziendale è tutto, e non è garantito che gli eredi ne siano in grado. Problemi comuni alle grandi famiglie, che diventano più complessi quando i gruppi industriali sono molto strutturati e gli eredi, giunti magari alla quarta generazione e oltre, sono un battaglione (circa 200 quelli del senatore Giovanni Agnelli, una novantina gli azionisti attuali della Sapaz; sessanta i discendenti di Salvatore Ferragamo; figli di tre madri diverse i fratelli Del Vecchio, tanto per fare qualche esempio).
Anche il passaggio tra padre e figlio, quando si è alla prima generazione e la governance dell’impresa non è ancora perfettamente rodata può presentare complicazioni notevoli.
Non esiste uno strumento legale ad hoc per favorire la successione in azienda. Alcuni strumenti (ad esempio il trust) funzionano, in parte, come veicolo di trasmissione della proprietà, ma non risolvono il problema della successione in azienda. Altri, ad esempio i patti di famiglia hanno una tenuta legale debole e non sono idonei in situazioni familiari articolate e, magari, conflittuali. Le holding di famiglia, invece, favoriscono l’unità di comando ma ingessano l’operatività del gruppo nel caso di dissidi familiari o di discontinuità esterne alla famiglia. Insomma, blindare l’eredità e far prosperare l’azienda rischia di essere complicato.
Un tempo si sceglieva la società in accomandita, la sapa, in cui i diversi rami aziendali condividevano il controllo della società operativa.

Di seguito è spiegato il caso della famiglia Benetton.

Al vertice del ramificato gruppo c’è Edizione (una srl), controllata da quattro società (due spa e due srl) al 20% ciascuna, una per fratello; i quattro fratelli a loro volta controllano il 5% ciascuno di Edizione, a titolo personale.

Il gruppo ha previsto che nel caso in cui qualcuno voglia uscire dalle società a monte di Edizione, debba offrire i titoli in prelazione al proprio ramo familiare, successivamente agli altri parenti (in proporzione) e solo alla fine all’ esterno, ma i nuovi azionisti devono avere il gradimento di 3 fratelli su quattro.

 

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